Rosario Salerno: "la Palmese è già pronta per la D"
Rosario Salerno: "la Palmese è già pronta per la D"

Quando il presidente Pino Carbone ha dovuto scegliere l’allenatore giusto per guidare la Palmese nella stagione 2014–2015, non ha avuto dubbi per chiamare in causa il 52enne tecnico lametino Rosario Salerno, proponendogli un progetto davvero ambizioso.
Venuto a Palmi con forti motivazioni il tecnico di Rocca di Neto, ha lavorato subito con discreta simbiosi con la società neroverde, allestendo una rosa di prim’ordine, che è stata poi ulteriormente arricchita tra dicembre e gennaio; quando gli chiediamo lumi sull’approccio avuto con il presidente Carbone, Rosario Salerno si esprime con toni entusiastici: «Immediatamente ho capito che avevo a che fare con una persona che voleva fortissimamente vincere; francamente non volevo più allenare in Eccellenza, perché le società che pagano si contano sul palmo di una mano, ma mi allettava molto perché il vero obiettivo era quello di arrivare in Lega Pro in tre anni, emulando il Trapani di Roberto Boscaglia».

Nella scelta della costruzione di una rosa destinata a lottare per la vittoria del campionato, Rosario Salerno ha potuto contare sul concreto aiuto del team manager Antonio Mazzei e del ds Angelo Sorace, che hanno messo a disposizione del più che centenario club della Costa Viola la loro indiscussa esperienza: «In pratica la squadra era costruita per metà in quanto ho portato con me da Sambiase Cordiano, Saturno, Fabio, Torchia, Arcuri e Vallone, che conoscevano già il mio tipo di lavoro; a fine agosto poi è arrivato il primo “regalo” con il bomber Ciccio Piemontese, subito dopo c’è stato l’innesto di Marco Foderaro, ed insieme hanno dato una identità più forte al gruppo. Il grave infortunio di Attilio Angotti ci ha costretti a chiamare in causa Mandarano, che con Dascoli e Corsale hanno reso la squadra davvero imbattibile».  

Nel corso della stagione la Palmese si è rilevata una squadra solida e compatta come il titanio, andando anche oltre le più rosee aspettative; a tal proposito al condottiero neroverde chiediamo quali sono stati i segreti di un torneo a dir poco esaltante, nel quale l’unico neo è stata l’eliminazione nei quarti di finale di Coppa Italia, subita ad opera della Cittanovese: «I ragazzi hanno visto in me una persona schietta in tutti i punti di vista, che non lasciava niente al caso; nello spogliatoio ogni problema è stato subito risolto, parlandone faccia a faccia con tutti i componenti della squadra: la forza del gruppo è stata proprio questa, e con l’arrivo di Piemontese e Foderaro abbiamo innestato il turbo. Ai ragazzi comunico solo la formazione titolare, mentre quelli che vanno in panchina li scelgo nel riscaldamento pre–partita, perché tutti si devono sentire responsabilizzati, e mantenere così una concentrazione massimale. Per quanto concerne la Coppa Italia ho fatto turnover perché mi sono fidato della forza dei ragazzi, in quanto ero convinto che i nuovi potessero fare subito bene; purtroppo l’espulsione di Caputo ci ha messo in difficoltà ed il 3 a 1 ci ha tagliato un pochino le gambe».

Dopo aver superato il record di punti della Villese, la Palmese ha stabilito un fantastico primato di 85 punti su 90, che è davvero da “fantascienza” calcistica; oltre che su questo aspetto, al sagace Salerno chiediamo anche come ci si sente ad essere l’allenatore della squadra dilettantistica più forte d’Italia: «Stagione semplicemente straordinaria abbiamo stabilito ancora altri record  come la quota 85 punti, e le 15 vittorie consecutive nel girone di ritorno. La mia è una squadra dall’indomito carattere, e lo si può notare dalla forza con cui hanno voluto vincere la partita con la Paolana  –in piena zona Cesarini– con un giocatore in meno: l’esultanza dei giocatori dopo la rete del 4 a 3, è l’esempio dell’affetto e dell’affiatamento raggiunto da questi fantastici ragazzi. Quello che mi da più gioia, è aver portato la Palmese in Serie D dopo 27 anni; sono molto orgoglioso di questo, ma sono rimasto umile e modesto, in quanto voglio che siano gli altri a giudicare il mio lavoro con la giusta obiettività; spero che un giorno, la gente si ricorderà che ero io l’allenatore di quella squadra formidabile».   

L’ultimo quesito, è quello relativo al futuro prossimo venturo, che vedrà la Palmese doversi confrontare con il massimo torneo dilettantistico di Serie D, in quest’ottica Rosario Salerno esprime la sua voglia di restare al timone della Palmese: «Con il presidente Pino Carbone non abbiamo ancora messo in cantiere la prossima stagione agonistica; in questo momento non lo vedo carico come al solito, ma conosco bene la persona e sono sicuro che ha lo spirito giusto per arrivare in alto:sono certo che la squadra sarà iscritta e disputerà il prossimo torneo di Serie D. Il nostro grande presidente ha bisogno di persone che si avvicinino alla società, e che diano un supporto economico importante per proseguire un percorso di crescita ben avviato. Senza essere spocchioso,  penso che abbiamo già una squadra pronta per la Serie D; con l’innesto di qualche ragazzo classe 97, ritengo che la Palmese possa addirittura lottare per un posto nei Play Off».    
 

 

 

 

quotidiano del sud