"Cosenza nel Cuore": nel calcio la vera risorsa sono i tifosi
"Cosenza nel Cuore": nel calcio la vera risorsa sono i tifosi


Una nota che parte dall'associazione di tifosi "Cosenza nel Cuore" e di altre tifoserie, pone l'accento sul ruolo delle tifoserie nel calcio.  Ecco il testo.

 

Una nuova community per restituire il calcio ai tifosi. Il gruppo pubblico apparso oggi su Facebook (il Calcio ai Tifosi) è nato per fare fronte comune contro un sistema calcio sempre più lontano dalle passioni e dalle esigenze espresse dalle tifoserie, l'unico vero motore, anche e soprattutto economico, del circo. Il gruppo è aperto a tutti i fan e non esisterà alcun campanilismo. L’intento è quello di essere tutti uniti verso il fine comune! Questo il manifesto introduttivo: 

“Il calcio è ancora uno sport? Tifosi ribelliamoci! Non lasciamo che ci prendano per i fondelli! Siamo pronti ad azionare le vie legali per tutelare i nostri diritti. I vertici del calcio italiano sono gli assassini della nostra passione. Neanche questa grave emergenza sanitaria ha fatto capire che la vera risorsa sono proprio i tifosi, ovvero coloro i quali “finanziano” l’intero sistema con la loro presenza negli stadi o con gli abbonamenti tv. Il sistema calcio, però, ci ha completamente ignorati, pensando di ripararsi dai contagi con un campionato ancora lontano dalla fine e da svolgere a porte chiuse. E noi tifosi? Non contiamo niente, come sempre. Sono più importanti Tv e sponsor. Ma è giunta l’ora di dire basta! 

I campionati devono finire, così come sono stati tardivamente interrotti. Non esiste il calcio senza tifosi, asettico e racchiuso in una bolla tesa a difendere solo gli interessi delle lobby. E, cosa ancora più importante, esiste in questo momento prima la tutela della vita delle persone e poi un pallone che rotola! Si pensi ad un calcio finalmente e veramente sostenibile e non a continuare ad essere ostaggi dei soldi facili delle Tv e dei faccendieri che giocano a fare i manager del nostro calcio, continuando a recitare il ruolo di ostinati difensori di una sovrastruttura che non rappresenta più i valori puri del calcio stesso. 
All'indomani di questa emergenza il calcio dovrà tornare ad essere dei TIFOSI… o di nessuno”.