Ci sono storie che il calcio racconta in novanta minuti. E poi, ci sono storie che iniziano molto prima, quando ancora non esistevano stadi, telecamere o maglie da indossare. Storie che nascono da una valigia consumata dal tempo, da un biglietto di sola andata e da una promessa fatta a sé stessi: costruire un futuro migliore per la propria famiglia.
La storia di Jacob Michael Italiano, nato a Perth il 30 luglio 2001 e oggi protagonista con la nazionale australiana, i Socceroos, è una di quelle storie che meritano di essere raccontate.
Per comprenderla davvero bisogna tornare indietro di qualche decennio, quando tanti giovani di Delianuova e della Calabria lasciavano la propria terra non per inseguire un sogno romantico, ma per necessità. Si partiva perché il lavoro era scarso, l'agricoltura non bastava più a garantire sostentamento e le opportunità sembravano esistere soltanto altrove.
L'Australia rappresentava una speranza. Ma quella speranza aveva un prezzo enorme.
Chi arrivava dall'altra parte del mondo si trovava improvvisamente immerso in una realtà sconosciuta. La lingua era spesso il primo ostacolo. Molti emigranti conoscevano soltanto il dialetto del proprio paese e si ritrovavano a dover comunicare in inglese per lavorare, affittare una casa, compilare documenti o semplicemente fare la spesa. Le giornate erano fatte di sacrifici, turni massacranti nei cantieri, nelle fabbriche, nelle miniere e nei campi. La nostalgia per la Calabria, per Delianuova, per gli affetti lasciati indietro accompagnava ogni sera.
Eppure, quei nostri emigranti non si arresero.
Con tenacia costruirono una nuova vita senza mai dimenticare da dove provenivano. Conservavano fotografie, racconti, tradizioni, ricette e soprattutto l'orgoglio delle proprie radici. Fu grazie a quei sacrifici che i loro figli e i loro nipoti poterono crescere con opportunità impensabili per la generazione che aveva affrontato il viaggio.
Tra quei nipoti c'è anche Jacob Italiano.
Nato a Perth, cresciuto in Australia ma con un cognome che racconta immediatamente una storia italiana e calabrese, Jacob ha iniziato il proprio percorso calcistico nei vivai australiani fino ad approdare al Perth Glory, una delle società più importanti del calcio australiano. Talento precoce, esordì giovanissimo in A-League, tanto da essere considerato uno dei prospetti più interessanti della sua generazione. Nel 2018 il quotidiano britannico The Guardian lo inserì addirittura tra i migliori sessanta talenti calcistici nati nel 2001 a livello mondiale.
Nel 2019 arrivò la grande occasione europea. Il Borussia Mönchengladbach, storico club della Bundesliga tedesca, investì su di lui portandolo in Germania. Un salto enorme per un ragazzo appena maggiorenne che lasciava l'Australia per confrontarsi con uno dei movimenti calcistici più competitivi del continente. Per cinque stagioni Jacob ha vestito la maglia del Borussia Mönchengladbach II, collezionando oltre cento presenze e nove reti, crescendo tatticamente e trasformandosi da esterno offensivo in un moderno laterale capace di coprire tutta la fascia.
Nel 2024 una nuova tappa della sua carriera lo ha portato in Austria, al Grazer AK, club della Bundesliga austriaca, dove ha trovato continuità e visibilità nel calcio professionistico europeo.
Parallelamente è cresciuto anche il suo percorso con la maglia verdeoro dell'Australia. Dopo aver rappresentato i Socceroos nelle selezioni Under 17, Under 20 e Under 23, nell'ottobre 2025 è arrivata la convocazione nella nazionale maggiore e il debutto internazionale contro il Canada. Da quel momento il suo nome è entrato stabilmente nel gruppo della nazionale australiana che guarda con ambizione agli appuntamenti mondiali.
Negli ultimi mesi Jacob si è ulteriormente messo in evidenza nel campionato austriaco, attirando l'attenzione degli addetti ai lavori e rafforzando le proprie candidature nel gruppo dei Socceroos. Una crescita che lo ha portato ad essere considerato una delle possibili risorse della nazionale australiana nel cammino mondiale.
Ma al di là dei numeri, delle presenze e delle statistiche, c'è qualcosa che rende questa storia speciale per Delianuova.
Perché in fondo Jacob è australiano, ma è anche uno dei tanti frutti nati dall'albero dell'emigrazione calabrese. È la dimostrazione concreta di come i sacrifici dei nonni possano trasformarsi, generazione dopo generazione, in opportunità e successi.
Quest'anno l'Italia non è presente sul più importante palcoscenico del calcio mondiale. E allora, quasi per gioco, ma con un pizzico di orgoglio autentico, a Delianuova qualcuno potrebbe ritrovarsi a guardare con simpatia le partite dei Socceroos. Non saranno gli Azzurri, certo. Ma tra quelle maglie verdi e oro corre un ragazzo che porta un cognome che parla la nostra lingua e racconta la nostra storia.
Nei grandi centri urbani probabilmente, questa storia, passerebbe inosservata. Nei paesi come Delianuova le storie hanno un sapore diverso. Qui i cognomi sono memoria, parentela, appartenenza. Qui il successo di uno diventa motivo di orgoglio collettivo. Qui ci si emoziona sapendo che il nipote di chi partì tanti anni fa per cercare fortuna oggi può calcare i campi più prestigiosi del pianeta.
E forse è proprio questa la vittoria più bella.
Perché guardando Jacob Italiano non si vede soltanto un calciatore professionista. Si vedono i sogni di una generazione che ha avuto il coraggio di partire. Si vedono i sacrifici di uomini e donne che hanno lasciato la Calabria con la speranza di regalare ai propri figli una vita migliore.
Oggi quel sogno corre su un campo da calcio.
E mentre Jacob indossa la maglia dei Socceroos, un piccolo pezzo di Delianuova corre insieme a lui.
Perché le radici non conoscono oceani.
E certe storie, anche quando nascono dall'altra parte del mondo, continuano a parlare il dialetto della terra da cui tutto è cominciato.

