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L'epilogo di questo lungo e complicato torneo di Serie D

di Antonino Raso  | 04/07/2021 in " Serie D gir. I "
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Dulcis in fundo, anche il Girone I trova il suo traguardo finale: l’ACR Messina, grazie alla vittoria sul Sant’Agata, si aggiudica il testa a testa stracittadino con l’FC e conquista il campionato di Serie D più lungo e complicato di sempre. Un ritorno tra i professionisti a distanza di cinque anni. Era il 2017 quando il presidente Pietro Sciotto assumeva la presidenza della compagine peloritana, avviando la sua esperienza dirigenziale dal palcoscenico della quarta serie. Ci sono voluti investimenti importanti e un percorso articolato per tirare il blasone peloritano fuori dalle sabbie mobili del dilettantismo. A fare la differenza, quest’anno, un blocco dirigenziale esperto, un mercato calibrato e proiettato su figure di comprovata qualità, la compattezza dell’ambiente. Gli errori del passato sono serviti ad affinare il progetto e chiarire le strategie.

L’ACR Messina ha meritato. Non c’è dubbio. Il tecnico giallorosso Raffaele Novelli, in sinergia con tutte componenti dirigenziali, ha costruito un gruppo coeso e tecnicamente superiore. Un collettivo bravo a rimanere unito anche quando le pressioni esterne sono diventate asfissianti.

Elementi come Aliperta, Lomasto, Foggia, Addessi, Cretella rappresentano materiale pregiato per la categoria. E il Direttore dell’Area Tecnica Cocchino D’Eboli ha contribuito fattivamente alla tenuta del progetto in ogni momento delicato.

La superiorità dell’ACR poteva chiudere i giochi in vetta già in tempi lontani: a tenere vivo il torneo l’altra peloritana, l’FC Messina del presidente Rocco Arena. Solo due punti di distacco tra le concittadine. Cosa è mancato ai ragazzi di mister Massimo Costantino per il sorpasso? Forse un po' di continuità e la stabilità sul piano tecnico nei dieci mesi abbondanti di campionato. Tre cambi in panchina hanno prodotto quel lieve appannamento che, alla fine, è risultato fatale. Ma questo dato non toglie luce all’evidenza: l’FC era squadra costruita per vincere il titolo e ci è arrivata davvero vicina. E ora? L’estate dirà se il progetto va avanti o se a Messina resterà una sola realtà.

Discreto, anche se leggermente sotto le aspettative, il cammino dell’Acireale, mentre a sorprendere tifosi e addetti ai lavori è stato l’exploit della Gelbison di mister Giuseppe Ferazzoli. Lanciato dalle prestazioni di calciatori come Ulliano, Mautone e Gagliardi, il team cilentano ha tenuto testa, per lunghi tratti della stagione, alle big del raggruppamento. Una “non sorpresa” che ha solleticato anche i palati più esigenti.

LE CALABRESI

In campo positivo, senza dubbio, l’esperienza del San Luca. Vera regina calabrese del torneo di Serie D e stella luminosa del panorama calcistico meridionale. Il progetto della società jonica del presidente Francesco Giampaolo ha goduto di buona programmazione, di scelte chiare e di una visione vincente in una stagione complicata e irta di pericoli. In questo quadro, encomiabile è stato il lavoro di mister Francesco Cozza e del suo staff. Martedì prossimo, il playoff in casa della Gelbison potrebbe prolungare il sogno del team aspromontano.

Un gradino sotto, ecco il percorso del Castrovillari, che nell’anno del centenario ha raggiunto con largo anticipo la salvezza, pur tradendo le ambizioni di alta classifica di inizio stagione. I guai causati dal Covid hanno complicato i piani e, al contempo, costretto la società rossonera al cambio in panchina. Terranova per Franceschini. Il saldo, però, consegna le dimissioni di massa dei dirigenti cosentini, a partire dallo storico presidente Di Dieco. Per i “Lupi”, si apre un’estate di tribolazione.

Insipido il cammino della Cittanovese. Nel corso della puntata di “La D di StadioRadio” del 2 luglio, il tecnico giallorosso Pietro Infantino ha spiegato come uno dei limiti del progetto

giallorosso sia stato l’assenza di chiarezza circa orizzonti e i percorsi da attuare. Mancanza di esperienza? Anche. Ma forse le ragioni stanno anche altrove. Ora si attende il piano per il rilancio, già annunciato e calibrato su un allenatore di categoria superiore. Uno dei nomi più quotati sarebbe proprio quello di Massimo Costantino, attualmente all’FC Messina. Intanto, nonostante la grande paura, la salvezza è arrivata con una giornata di anticipo.

Salvezza meritata per il Rende, distratto dal mancato ripescaggio in Serie C e costretto ad una rincorsa debilitante per quasi tutta la stagione. La svolta a dicembre: in panchina arriva mister Tommaso Napoli e, con lui, l’organico si potenzia di calciatori di categoria. Su tutti, il centrocampista Palermo. Il trend cambia subito e la risalita appare inesorabile. Fino al raggiungimento di un traguardo che in molti davano per impossibile

Un plauso al Roccella: nonostante le difficoltà e i limiti di un progetto costruito con risorse scarse. La squadra di mister Ciccio Galati non ha mai mollato. Mai gli amaranto hanno regalato punti. Ogni partita è stata sudata. Adesso si riparte dell’Eccellenza. Ma, c’è da scommetterci, gli jonici hanno già in mente un piano per ritornare subito in Serie D.

 

PIU’ E MENO

Nelle generali, una nota di merito va consegnata a compagini come Biancavilla, Dattilo, Rotonda, Santa Maria Cilento. Piccole realtà capaci, però, di interpretare al meglio i concetti del torneo interregionale. Meno bene Città di Sant’Agata, Paternò e, in parte, Licata. Ma la salvezza, anche in questo caso, ricuce gli strappi e rinnova la sfida per il prossimo campionato.

Alla fine, oltre al Roccella, saluta la categoria solo il Marina di Ragusa. Per i siciliani sono risultati fatali i punti persi a tavolino ad inizio stagione. Peccato, perché il progetto era apparso da subito solito e ben congegnato.

Adesso si attende solo la sentenza sulle presunte combine da parte della Giustizia Sportiva. Cambierà davvero il volto della classifica? Vedremo.

Chi può, nel frattempo, inizia le meritate vacanze. La stagione è stata lunga e stressante. E il futuro, si sa, arriva sempre prima del previsto.

Con l’auspicio che, da settembre, le eccezioni al regolamento tornino ad essere eccezioni e non la regola.


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