Da calciatore, non considerando Locri, casa tua, qual è la “piazza” che ricordi con maggior piacere o dove sei stato meglio? Cosa ti manca di più del periodo con gli scarpini?
‹‹Da calciatore sono stato fortunato, ogni squadra è stata importante ed in tutte mi sono trovato bene soprattutto con i tifosi anche perché segnando è naturale che tu diventi un loro idolo. Crotone è un ricordo molto bello perché lì sono stato quattro anni (fra serie B e C1) e ho avuto grandi allenatori tra i quali Gasperini. Del periodo da calciatore mi manca il goal, quell’adrenalina dopo una rete segnata è unica››.
Del Cavallo Alato dell’ultimo decennio, che più volte ha giocato in serie D e che ha avuto molte soddisfazioni tra vittorie, trofei ed incroci con squadre blasonate, cosa ne pensi? Una tua considerazione.
‹‹Negli ultimi dieci anni il Locri ha vissuto una parentesi importante ed io lo so bene perché da calciatore ho vinto due campionati contribuendo appunto a riportarla in D, poi giunti lì ci sono state fasi importanti ed anche momenti bui. Dico che non è semplice affrontare la serie D in una piccola città come Locri – che è stata una delle più piccole della categoria – perché i costi sono elevati tuttavia è stata una bella vetrina per la tutta la comunità››.
In generale, un parere sull’importanza dell’allenatore (in questo sport) e poi un giudizio sul valore dei tuoi attuali avversari e quindi sul livello del girone C di Prima Categoria.
‹‹L’allenatore è molto importante e soprattutto nella gestione del gruppo, mi piace interpretare questo ruolo, ho studiato e sto studiando molto perché mi piace “sapere”. Un campionato – quello di Prima Categoria – che finora non conoscevo perché in vita mia non lo avevo mai disputato, diciamo che ci sono molte squadre che vogliono fare bene e sono anche attrezzate per farlo››.
Locri Next Gen: un progetto al quale hai aderito, ce ne vuoi parlare? Una tua previsione e/o un augurio sul futuro calcistico di questa compagine.
‹‹A settembre mi è stato proposto questo progetto e l’ho sposato in pieno, la società mi ha chiesto la salvezza (anche all’ultima giornata) e di valorizzare i giovani, obiettivo quest’ultimo che stiamo rispettando. In campo, infatti, schieriamo quasi sempre quattro 2007 e a volte anche i 2008. Siamo forse la squadra più giovane del campionato e questo mi rende soddisfatto perché vedo crescere, con miglioramenti quotidiani, i ragazzi. Il gruppo è quasi totalmente locrese (nove undicesimi sono di casa) ed in generale sono tutte persone serie che si applicano giornalmente, può mancare ovviamente l’esperienza ma la strada intrapresa dai miei calciatori è certamente quella giusta››.

