Melito, Cormaci rompe il silenzio: «Nessun errore nell’iscrizione, siamo arrivati quinti nei ripescaggi»
Melito, Cormaci rompe il silenzio: «Nessun errore nell’iscrizione, siamo arrivati quinti nei ripescaggi»

Ha atteso il primo agosto prima di intervenire pubblicamente e mettere in chiaro la propria posizione. Antonio Cormaci, allenatore del Melito, rompe il silenzio dopo il mancato ripescaggio in Promozione della formazione reggina, retrocessa in Prima Categoria in seguito alla sconfitta nel playout disputato sul campo del Pino Donato Taverna.

Il tecnico respinge soprattutto le indiscrezioni secondo le quali il mancato ritorno in Promozione sarebbe stato determinato da un errore commesso nella procedura di iscrizione.

«Al momento il Melito non è in Promozione perché non è stato ripescato – afferma Cormaci – ma in giro alcuni “francotiratori” attribuiscono questo mancato ripescaggio a un mio errore nella fase di iscrizione. Non è così. Abbiamo chiesto l’accesso agli atti per verificare ogni passaggio».

Cormaci riferisce anche il contenuto di un colloquio telefonico avuto con il presidente del Comitato Regionale: «Il presidente Saverio Mirarchi mi ha detto telefonicamente che sono state ripescate quattro squadre e che noi siamo arrivati quinti. Attendiamo comunque di visionare gli atti per avere un quadro completo».

L’allenatore rivolge quindi un ringraziamento a quanti hanno sostenuto economicamente la società: «Mi preme ringraziare le persone e i miei dirigenti che hanno contribuito a raccogliere la somma necessaria per l’iscrizione in Promozione. La macchina nuova l’ho comprata a rate e non con i soldi della squadra, come qualcuno, in maniera meschina, continua a sostenere».

Il tecnico ricorda poi il proprio impegno, iniziato molti anni fa: «Da quando avevo 26 anni contribuisco economicamente e materialmente all’iscrizione della squadra di Melito. Più di vent’anni fa organizzavo un torneo di calcio a cinque e tutti i proventi finivano nel bonifico per l’iscrizione».

Al centro delle parole di Cormaci c’è anche la filosofia sportiva che intende portare avanti: «Ci sono persone a Melito che potrebbero aiutare la missione della nostra squadra: puntare sui giovani, giocare bene, non minacciare gli avversari ed essere propositivi calcisticamente. Invece, pur non avendo mai messo un centesimo di tasca propria, alcuni si ergono a salvatori della patria e a odiatori sistematici».

Il tecnico fa riferimento anche alle pressioni che, a suo dire, verrebbero esercitate attorno alla squadra: «Il gruppo di quelli che dicono “non giocare con Cormaci” sembra sempre più numeroso. Chi mi conosce, però, sa quali sono i valori che pretendo, perché sono prima di tutto un educatore. Credo realmente che gli dei non diano nulla di buono senza fatica e impegno».

Non manca un passaggio particolarmente duro nei confronti di chi sarebbe pronto a cambiare scelta per piccoli compensi economici: «Oggi i trenta denari, per chi non ha il carattere di affrontare la strada più difficile, sono diventati trecento o quattrocento euro, che magari verranno pagati soltanto qualche volta durante l’anno. Io non dimentico niente e noto tutto».

Cormaci ribadisce quindi la volontà di continuare la propria esperienza nel calcio melitese: «Farò calcio fin quando ne avrò voglia, ma sempre con ragazzi che abbiano un animo libero e leale. Nell’iscrizione ho messo 2.700 euro di tasca mia, rinunciando anche a una crociera. Tanto non avrei potuto partecipare, perché sta per iniziare la preparazione».

Infine il messaggio rivolto direttamente ai calciatori: «Ai miei ragazzi dico che sono disponibile, come sempre, ventiquattro ore su ventiquattro. Non andate dietro a chi racconta falsità in paese».