Bianco in crisi: salta la nuova dirigenza, a rischio 105 anni di storia
Bianco in crisi: salta la nuova dirigenza, a rischio 105 anni di storia

Il verdetto del campo, con la dolorosa retrocessione dal campionato di Promozione alla Prima Categoria, si è trasformato in un autentico terremoto societario per il calcio bianchese. Una stagione fallimentare, nata con ben altre ambizioni e chiusa con l’inevitabile ammissione di responsabilità da parte della dirigenza, rischia ora di cancellare un patrimonio sportivo e identitario lungo ben 105 anni.

A far esplodere la crisi definitiva, però, è la grana legata alle infrastrutture. C'era infatti una nuova dirigenza, formata da una cordata di professionisti, pronta a rilevare il titolo e rilanciare il club. Tuttavia, i potenziali acquirenti hanno deciso di gettare la spugna: alla base della rinuncia c'è la totale assenza di garanzie sulla reale disponibilità dell'impianto sportivo per la prossima stagione.

Il paradosso della vicenda è che per il completamento dei lavori al campo di gioco mancherebbe davvero poco. Eppure le settimane passano, trasformandosi in mesi, e la cruda realtà è che il Bianco si ritrova ormai da anni senza una propria casa. Nelle ultime note ufficiali, pur confermando la doverosa gratitudine verso la tifoseria e il Comune di Ardore per l'ospitalità logistica concessa durante la stagione appena conclusa, emerge da parte del club un duro atto d'accusa politico nei confronti dell'Amministrazione locale per i ritardi accumulati.

Senza la certezza di un campo in cui giocare, ogni ipotesi di investimento è definitivamente evaporata. Lo spettro che si profila ora all'orizzonte non è più la semplice militanza in una categoria inferiore, ma la mancata iscrizione e la scomparsa del titolo, con la triste prospettiva di dover ripartire, un domani, dalla Terza Categoria. Una ferita profonda per la comunità biancazzurra. La palla passa adesso alle istituzioni locali, ma il tempo per salvare la storia calcistica di Bianco è già agli sgoccioli.